DISTURBO DA ATTACCHI DI PANICO

Un uomo che ha paura di soffrire, soffre già di quello di cui ha paura.
Michel de Montaigne

DESCRIZIONE

L’attacco di panico in sé non è un disturbo ma, per definirlo tale è necessario che ci siano svariati episodi ricorrenti.

L’attacco di panico è un episodio all’interno del quale la persona teme di perdere il controllo delle proprie reazioni oppure di morire.

Enucleiamo qui di seguito alcuni sintomi esemplificativi:

  1. tachicardia
  2. sudorazione
  3. dispnea
  4. provare la sensazione di irrealtà o di essere distaccati da se stessi
  5. paura di non avere il controllo delle proprie reazioni
  6. paura di morire

Nota: un Attacco di Panico non è un disturbo a sé stante ma, devono essere presenti molti episodi in cui si verifica l’attacco di panico per poter diagnosticare il disturbo.
Gli attacchi di panico possono essere annoverati all’interno di altre patologie mentali.

CRITERI DIAGNOSTICI

Il Disturbo da Attacchi di Panico si può diagnosticare se sono presenti le seguenti condizioni:

  1. Attacchi di Panico ricorrenti.
  2. Accaduto l’attacco di panico la persona ha presentato 1 mese dei sintomi seguenti:
    • a) la persona è preoccupata di avere altri attacchi;
    • b) la persona si preoccupa delle complicazioni dell’attacco;
    • c) la persona mostra un comportamento nettamente diverso da quello espresso in precedenza.
  3. La persona non mostra Agorafobia.
  4. Gli Attacchi di Panico che la persona manifesta non sono imputabili all’assunzione diretta di una sostanza.
  5. Gli Attacchi di Panico della persona non sono diagnosticabili attraverso altri disturbi mentali, quali Fobia Sociale, Fobia Specifica, Disturbo Ossessivo-Compulsivo, Disturbo Post-traumatico da Stress.

CASO CLINICO

Si presenta un infermiere professionale che manifesta ansia con tremori alle mani quando deve maneggiare degli strumenti con relativa paura di essere visto e giudicato male dai colleghi.

In prima seduta propongo al paziente di osservare gli altri andando alla ricerca delle prove di giudizio negativo e contemporaneamente di alimentare il tremore al fine di ridurlo, prima di affrontare la situazione che gli avrebbe scatenato l’ansia.

Queste due manovre cliniche, validate da vari studi riconosciuti a livello internazionale, permettono al paziente di gestire la propria ansia anticipatoria e di destrutturare la credenza negativa che egli ha di se stesso.

Come descritto nella pagina di presentazione, la terapia si è svolta per circa 20 sedute e al termine della stessa sono stati svolti dei controlli mensili, trimestrali, semestrali e annuali al termine dei quali il paziente sostiene di aver risolto il suo problema.

Let's connect
Let's connect

Questo sito è stato realizzato da Optimamente Srl | Privacy Policy | Cookie Policy