Oggi vi parlerò dell’agorafobia che, etimologicamente dal greco, significa paura (fobia) delle piazze (agorà).

Gli psicologi e gli psichiatri di Firenze e d’Italia allargano il concetto alla possibilità di provare paura in situazioni nelle quali sarebbe difficile poter chiedere aiuto.

Quindi una persona che si reca in un supermercato o va in luogo affollato o percorre una strada deserta potrebbe sperimentare il sintomo dell’agorafobia in quanto condizionato da vari pensieri che attraversano la sua mente.

Il primo pensiero automatico che potrebbe attraversare la mente di una persona affetta  da agorafobia è “oddio muoio” oppure “mi sento male“.

Questo tipo di pensiero automatico o sensazione produrrà la seguente credenza intermedia: “se mi sento male” allora “nessuno potrà aiutarmi“.

A sua volta la credenza intermedia produrrà una credenza profonda quale ad esempio: sono debole e sono in pericolo”.

Infatti queste attività quotidiane urbane quali ad esempio recarsi ad un supermercato, percorrere una strada deserta o recarsi in una piazza affollata richiamano paure ancestrali quali la paura dell’ignoto.

L’essere umano moderno che soffre di agorafobia teme le stesse cose del nostro antenato quando si allontanava dal villaggio e si recava nella foresta per cacciare.

A livello simbolico la piazza, i luoghi affollati, i grossi ipermercati rappresentano la giungla, la foresta in cui ci si poteva perdere e non ritornare più al proprio villaggio.

E’ interessante notare come anche gli animali, quando vengono inseriti in ambienti non familiari, aumentano i segnali di freezing.

Ecco dunque che si spiega come attività, all’apparenza innocue, possano attivare sintomi agorafobici, proprio perché riattivano emozioni che noi custodiamo nel nostro cervello più antico e che abbiamo ereditato dal nostro antenato più antico che cacciava nelle foreste.

 Il Dott. Giorgio Ioimo, Psicologo e Psicoterapeuta di Firenze, specializzato in Psicoterapia Breve Strategica, vi aiuterà ad affrontare queste situazioni quotidiane insegnandovi a gestire le vostre reazioni di panico.

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