Articolo del Dott. Giorgio Ioimo, Psicologo Psicoterapeuta di Firenze

Come affrontare l’eritrofobia, ossia la paura di arrosire

Posso aiutarti in breve tempo, attraverso delle indicazioni terapeutiche specifiche, a risolvere questo problema. Esso si manifesta per la presenza di due paure, da una parte la paura di perdere il controllo delle proprie reazioni e, dall’altra la ricaduta a livello sociale che provoca il rossore alimentando nella persona l’idea di poter essere giudicati male da parte del contesto sociale.

Come risolvere l’eritrofobia

Per risolvere l’eritrofobia ti aiuterò a gestire le reazioni interne di ansia attraverso l’uso di una tecnica specifica per l’ansia e dall’altra ti insegnerò a gestire, attraverso tecniche di comunicazione strategica, l’eventuale ricaduta del rossore a livello del contesto sociale allargato.

Molte volte la paura di arrossire, causata in apparenza dal perpetrarsi di una dinamica ossessiva di controllo, si mantiene nel tempo poiché la paura sottostante è quella di poter fare una figuraccia a livello pubblico e dunque di poter essere derisi, svalutati ed esclusi.

A seguito dei miei studi personali sull’eritrofobia, posso sostenere con certezza che la persona in virtù di questo timore, probabilmente vissuto o anche solo percepito nelle prime interazioni infantili con familiari iper-attenti alle ricadute sociali delle loro azioni, cerca in modo maldestro ed inefficace di controllare le proprie reazioni fisiche foriere di una possibile critica sociale.

Nella mia esperienza pluriennale ho notato che la persona tenderà quindi ad evitare tutte le situazioni sociali che potranno esporlo a tale eventualità fino a limitare fortemente le proprie attività.

Quanto più la ricaduta sociale sarà saliente per la persona tanto più il sistema percettivo reattivo, ossia il nostro modo specifico di interpretare sè, gli altri ed il mondo, si irrigiderà e potrà assumere connotazioni di stampo simil paranoideo.

L’eritrofobia e le sue distorsioni

Nel caso dell’eritrofobia, la persona potrà avere le seguenti possibili credenze di se stesso:

  • Non sono una persona desiderabile socialmente
    La credenza “Non sono una persona desiderabile socialmente” potrà portarlo a pensare che gli altri lo escluderanno e di conseguenza interpreterà le domande che gli vengono fatte per il rossore, non come un evento casuale e privo di connotazioni negative che può capitare a tutti ma, come la prova che tutti lo escluderanno e lo considereranno un reietto.
  • Se non controllo il rossore gli altri mi escluderanno
    A partire da questa credenza se ne instillerà una successiva più superficiale quale ad esempio: “se non controllo il rossore” allora “gli altri mi escluderanno” ed alla fine del processo la persona in modo quasi automatico ed inconsapevole, durante il dialogo con se stesso, si dirà ad esempio “sarò escluso, rimarrò da solo e sarò considerato diverso”.

Siccome l’essere umano è un essere di natura sociale, questo tipo di credenza avrà delle ripercussioni inevitabili sia nel contesto intimo interpesonale sia in quello più allargato e potrà condurre la persona in questione ad evitare i contatti con  le altre persone o a prendere delle precauzioni quali ad esempio coprirsi il volto con un fazzoletto oppure indossare degli occhiali da sole; attirando così le attenzioni degli altri su di sè e confermando a se stesso la veridicità delle proprie convinzioni e percezioni.

Prendi appuntamento presso il mio studio, ti aiuterò a risolvere l’eritrofobia, un problema socialmente sottovalutato, che magari ti affligge da parecchio tempo.

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