Eritrofobia: cos’è e come superarla

L’eritrofobia (dal greco erithros, rosso), conosciuta anche come ereutofobia (dal greco rossore), è la paura ossessiva di arrossire.

L’arrossamento si manifesta principalmente per la presenza di due paure:

  • Perdere il controllo delle proprie reazioni
  • Ricaduta sociale

Queste azioni provocano il rossore, alimentando nella persona l’idea di poter essere giudicati male da parte del contesto sociale.

Come risolvere l’eritrofobia

Questo problema può essere risolto dal Dott. Giorgio Ioimo in breve tempo, attraverso delle indicazioni terapeutiche specifiche.

Ti aiuterà a gestire le reazioni interne di ansia attraverso l’uso di una tecnica specifica. Inoltre ti insegnerà a gestire, attraverso tecniche di comunicazione strategica, l’eventuale ricaduta del rossore a livello del contesto sociale allargato.

Molte volte la paura di arrossire, causata in apparenza dal perpetrarsi di una dinamica ossessiva di controllo, si mantiene nel tempo poiché la paura sottostante è quella di poter fare una figuraccia in pubblico. Dunque di poter essere derisi, svalutati ed esclusi.

Possiamo inoltre sostenere con certezza che la persona in virtù di questo timore, cerca in modo maldestro ed inefficace di controllare le proprie reazioni fisiche per non subire una possibile critica sociale.

Di conseguenza la persona tenderà ad evitare tutte le situazioni sociali che potranno esporla a tale eventualità, fino a limitare fortemente le proprie attività.

Quanto più la ricaduta sociale sarà saliente per la persona tanto più il sistema percettivo reattivo, ossia il nostro modo specifico di interpretare sè, gli altri ed il mondo, si irrigiderà e potrà assumere connotazioni di stampo simil paranoideo.

L’eritrofobia e le sue distorsioni

Una persona che soffre di eritrofobia pensa questo di se stesso:

  • Non sono una persona desiderabile socialmente
    La credenza “Non sono una persona desiderabile socialmente” potrà portarlo a pensare che gli altri lo escluderanno. Di conseguenza interpreterà le domande che gli vengono fatte per il rossore, non come un evento casuale e privo di connotazioni negative che può capitare a tutti ma, come la prova che tutti lo escluderanno e lo considereranno un reietto.
  • Se non controllo il rossore gli altri mi escluderanno
    A partire da questa credenza se ne instillerà una successiva più superficiale quale ad esempio: “se non controllo il rossore” allora “gli altri mi escluderanno”. Alla fine del processo la persona in modo quasi automatico ed inconsapevole, durante il dialogo con se stesso, si dirà ad esempio “sarò escluso, rimarrò da solo e sarò considerato diverso”.

Siccome l’essere umano è un essere di natura sociale, questo tipo di credenza avrà delle ripercussioni inevitabili, sia nel contesto intimo interpesonale, sia in quello più allargato. Potrà condurre la persona ad evitare i contatti con le altre persone o a prendere delle precauzioni come ad esempio; coprirsi il volto con un fazzoletto, indossare degli occhiali da sole. Attirando così le attenzioni degli altri su di sé, confermando a se stesso la veridicità delle proprie convinzioni e percezioni.

Prendi appuntamento presso lo studio, il Dott. Ioimo ti aiuterà a risolvere l’eritrofobia, un problema socialmente sottovalutato, che magari ti affligge da parecchio tempo.

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