Le cose apparentemente semplici sono molto complesse, le cose complicate rendile semplici, questa è una frase che può aiutare il terapeuta prima di iniziare una terapia con un paziente.

Oggi parlerò dell’ipocondria e di come si mantiene nel tempo.

L’ipocondria nasce da una percezione di un evento che notiamo nel nostro corpo, la quale provoca in noi una sensazione che, in modo fallimentare, tentiamo di voler sedare  e tenere sotto controllo, tanto da alterarla e sentirla ancora di più a livello fisico e che, infine, produce in noi l’emozione della paura.

Dunque in sintesi: percepisco un evento sul corpo, quest’ultimo mi provoca una sensazione che cerco di non sperimentare controllandola ed infine provo paura che mi spaventa e mi fa scappare dalla situazione. A  questo punto per placare la paura, ricontrolliamo mentalmente il corpo per  verificare l’assenza o la presenza della sensazione la quale, essendo stata alterata in precedenza, confermerà  in modo ricorsivo la nostra percezione iniziale.

Con la psicoterapia breve strategica è possibile risolvere il problema dell’ipocondria, ma per saperla utilizzare bene, bisogna essere un pò come dei ballerini di tango ossia se sai appena muovere i primi passi, evita di fare uno stage di decimo livello: potresti solo uscirne confuso.

Mi ricordo infatti quando muovevo i primi passi di tango e cosa invece mi dicono oggi le ballerine che ballano con me (sembri un altro ballerino) e, nella terapia strategica, capita la stessa cosa: all’inizio non sai cosa fare poi a un certo punto ti meravigli di te stesso.

Prima però di passare in rassegna il trattamento per contrastare l’ipocondria che spiegherò passo dopo passo, è necessario fornire a chi volesse usare l’approccio della psicoterapia strategica la seguente raccomandazione: bisogna essere prima di tutto dei buoni psicodiagnosti e conoscere i quadri psicopatologici al fine di proporre al meglio le indicazioni specifiche di trattamento. Diversamente se non si è in grado di capire, durante il colloquio, il quadro personologico del paziente che si ha di fronte, si corre il rischio di fornire delle indicazioni che non solo non produrranno l’effetto desiderato ma frusteranno il terapeuta portandolo nella confusione più totale.

Il trattamento consisterà dunque nel riequilibrare la percezione, la sensazione e di conseguenza l’emozione che ne scaturisce.

Il protocollo di intervento standard prevede la manovra del check up allo specchio applicata da molti terapeuti, i quali poi si demoralizzano poichè notano che, da sola, questa indicazione non produce gli effetti sperati ossia il paziente non ristruttura la sua percezione.

Cerchiamo di capire insieme come mai avviene questo:

il check up ritualizzato in momenti specifici della giornata serve per saturare la compulsione al controllo fatto o in modo sporadico o in maniera mentale del corpo e a far percepire al paziente che esternamente non vi è nulla di pericoloso. Una volta canalizzato il controllo e, quando il paziente si è reso conto che il pericolo esterno non esiste in quanto non lo trova, si deve passare a trattare la sensazione correlata.

Infatti mi è capitato di trattare dei pazienti ipocondriaci, già precedentemente trattati, che esordiscono dicendomi: ” non farmi fare il check up allo specchio, non mi placa i dubbi”.

E’ necessario infatti, dato che l’ipocondria è un disturbo ossessivo compulsivo sul corpo, placare il dubbio ricorsivo di domande e risposte attraverso una disamina scritta del medesimo portando il paziente a rispondersi ad esempio “non lo so” e, contemporaneamente, dare libero sfogo alla sensazione di angoscia creata dal dubbio attraverso un canale di scrittura libera.

Una volta risistemata la credenza di avere un corpo malato, attraverso il check up, ed i dubbi e le sensazioni correlate, attraverso i due procedimenti di scrittura sopra descritti, si insegnerà al paziente a gestire la paura che è l’emozione di base attraverso l’addestramento alla peggiore fantasia.

A distanza di tempo, come farebbe qualunque persona che non ha questo tipo di problema, si invita il paziente a fare un controllo medico di routine poichè ogni ossessione si abbatte attraverso un’azione.

Let's connect
Let's connect

Questo sito è stato realizzato da Optimamente Srl | Privacy Policy | Cookie Policy