Ipocondria: cose’è e come curarla

“Le cose apparentemente semplici sono molto complesse, le cose complicate rendile semplici”. 

Questa è una frase che può aiutare il terapeuta prima di iniziare una terapia con un paziente.

Ipocondria: cos’è

L’ipocondria nasce da una percezione di un evento che notiamo nel nostro corpo. L’ipocondria provoca in noi una sensazione che tentiamo di voler sedare e tenere sotto controllo, tanto da alterarla e sentirla ancora di più a livello fisico e che, infine, produce in noi l’emozione della paura.

In sintesi: percepisco un evento sul corpo che mi provoca una sensazione che cerco di non sperimentare e di controllare. Infine provo paura, che mi spaventa e mi fa scappare dalla situazione. Per placare la paura, ricontrollo mentalmente il corpo per  verificare l’assenza o la presenza della sensazione la quale, essendo stata alterata in precedenza, confermerà in modo ricorsivo la nostra percezione iniziale.

Come risolvere il problema

Con la psicoterapia breve strategica è possibile risolvere il problema dell’ipocondria. 

Si tratta di un trattamento molto efficace per contrastare l’ipocondria. Consiste dunque nel riequilibrare la percezione, la sensazione e di conseguenza l’emozione che ne scaturisce.

Il protocollo di intervento standard, applicato da molto terapeuti, invece prevede la manovra del check up allo specchio applicata da molti terapeuti. Questa procedura, applicata singolarmente, però non produce gli effetti sperati, il paziente non ristruttura la sua percezione.

Il check up, ritualizzato in momenti specifici della giornata, serve per far percepire al paziente che esternamente non vi è nulla di pericoloso. Una volta canalizzato il controllo e, quando il paziente si è reso conto che il pericolo esterno non esiste in quanto non lo trova, si deve passare a trattare la sensazione correlata.

E’ necessario infatti, dato che l’ipocondria è un disturbo ossessivo compulsivo sul corpo, placare il dubbio ricorsivo di domande e risposte attraverso un’analisi scritta del disturbo portando il paziente a rispondersi ad esempio “non lo so” e, contemporaneamente, dare libero sfogo alla sensazione di angoscia creata dal dubbio attraverso un canale di scrittura libera.

Una volta risolta la credenza di avere un corpo malato, attraverso il check up, ed i dubbi e le sensazioni correlate, attraverso i procedimenti di scrittura sopra descritti, si insegnerà al paziente a gestire la paura.

A distanza di tempo si invita il paziente a fare un controllo medico di routine poichè ogni ossessione si abbatte attraverso un’azione.

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